Val di Non Trentino
La Val di Non in Trentino è anche una regione che produce frutta nota in tutto il mondo per la sua alta qualitá: chi non conosce le mele della Val di Non? Il Trentino produce anche frutti di bosco, susine e ciliegie, secondo i dettami dell´agricoltura biologica. I formaggi del Trentino hanno il loro ambasciatore nel puzzone di Moena, il Vezzena, il Fontal e la Spressa, anch´essi prodotti controllando attentamente tutte le fasi della produzione. La gastronomia del Trentino offre inoltre canederli, uccelletti scappati (involtini cotti con lardo e salvia), la "carne salada" dell´Alto Garda, i tortéi di patate, il minestrone di farina gialla coi crauti. In Trentino si allevano anche le trote e tanti altri pesci di lago e d´acqua dolce. Naturalmente non possono mancare i dolci: lo zelten (tipico del Natale), la focaccia di Pasqua e il famoso strudel
Una leggenda trentina
Le montagne del Trentino Alto Adige sono ricche di antiche leggende, che piacciono tanto alle famiglie. Questa è la leggenda del bimbo con la camicia bagnata: una mamma perse il suo bambino e piangeva giorno e notte. La notte dell´Epifania la madre disperata andó sulla tomba di suo figlio e pianse come al solito. Quando alzó gli occhi pieni di lacrime, vide una processione di bambini vestiti di bianco e sorridenti, accompagnati dalla buona Befana. I bambini circondarono la madre ed ella cercava tra loro suo figlio. Ad un certo punto la madre vide suo figlio, ma era molto stanco, con indosso una camicia fradicia e che reggeva una pesantissima brocca piena d´acqua. Fuori di sé dalla gioia, la madre abbracció suo figlio e lui le disse "Mamma cara, sono cosí contento di rivederti! Ma non devi piangere cosí tanto, altrimenti la brocca si riempie delle tue lacrime e quando è troppo piena, mi bagna tutta la camicia. Con una brocca cosí pesante, io non posso andare in Paradiso". La mamma abbracció per l´ultima volta suo figlio e come per incanto, la camicia del bambino tornó asciutta ed egli seguí gli altri bambini. Da quella notte, la madre non pianse piú.













